Intervengono
Andrea Pagliardi, direttore editoriale dell’Indice dei libri del mese
Massimo Soumaré, Massimo Soumaré è scrittore, traduttore, curatore editoriale, saggista e ricercatore indipendente
Abstract
Nei primi due decenni della sua carriera, il regista Hayao Miyazaki ha gettato le basi per un nuovo modo di concepire l’arte dell’animazione dando vita a storie e universi leggendari che lo hanno consacrato come uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Prima di dirigere capolavori come La città incantata, tuttavia, Miyazaki ha iniziato la sua carriera come animatore, con una personale filosofia artistica che più volte lo ha portato a scontrarsi con quell’industria dell’intrattenimento che, alla ricerca del successo a qualunque costo, spesso soffoca la creatività e l’originalità. Questo, però, non ha mai impedito al maestro giapponese di portare avanti le sue innovative teorie sull’animazione e di fondare il leggendario Studio Ghibli. Autobiografia d’artista, raccolta di saggi, interviste e aneddoti, Punto di partenza: 1979-1996 non è solo la cronaca della vita di un uomo i cui sogni sono diventati realtà, alimentando l’immaginario collettivo mondiale, ma anche un omaggio al potere del cinema e dell’animazione. Hayao Miyazaki. Punto di partenza
Per il primo appuntamento dedicato al Libro del mese dell’“Indice dei libri del mese”, Andrea Pagliardi e Massimo Soumaré parleranno di Punto di partenza. 1979-1996, la grande raccolta di scritti, interviste, appunti e conversazioni di Hayao Miyazaki pubblicata in Italia da La nave di Teseo e recensita sul numero di ottobre da Andrea Pagliardi e Matteo Boscarol.
Il volume permette di ripercorrere quasi vent’anni decisivi nella carriera del regista, dagli esordi alla nascita dello Studio Ghibli fino alla preparazione di Principessa Mononoke, ma soprattutto di conoscere Miyazaki attraverso le sue stesse parole. Il lavoro dell’animatore, il rapporto con l’infanzia e con la natura, la memoria della guerra, il pacifismo, le trasformazioni del Giappone attraversano pagine nelle quali cinema e riflessione sul presente rimangono continuamente intrecciati.
Dal libro prenderà così avvio una conversazione su Miyazaki e sullo Studio Ghibli, ma anche sulla storia e la cultura dell’animazione giapponese, sui rapporti tra anime, manga e letteratura e sugli immaginari attraverso i quali il Giappone ha raccontato sé stesso e continua a essere raccontato in Occidente.